Cerca: Avvia Ricerca
Scheda tecnica
Superficie:
53.586

Province:
Belluno, Bolzano

Cime rilevanti:
Antelao (3.264 m)
Tofana di Mezzo (3.244 m)
Tofana di Dentro (3.238 m)
Tofana di Rozes (3.225 m)
Cristallo (3.221 m)
Sorapiss (3.205 m)
Punta Tre Scarperi (3.152 m)
Croda Rossa d'Ampezzo (3.146 m)
Croda dei Toni (3.094 m)
Tre Cime di Lavaredo (Cima Grande 2.999 m)
Marmarole (2.932 m)
Cadini di Misurina (2.839 m)
Croda Rossa di Sesto (2.965 m)

Parchi:
Parco Naturale Fanes-Sennes-Braies
Parco Naturale Dolomiti di Sesto
Parco Naturale Dolomiti d’Ampezzo				
Criteri di selezione

Perché le Dolomiti Settentrionali sono state scelte come Patrimonio Unesco

Criterio estetico-paesaggistico

Forte presenza di dislivelli verticali, vette oltre i 3000 m., rocce nude. Sono rappresentate le principali componenti della struttura del paesaggio: ampi basamenti, mantelli detritici, elementi strutturali orizzontali, grandi masse rocciose verticali. Possibilità di stilizzare queste forme in prismi e parallelepipedi. Grande importanza estetica citata anche in letteratura e nelle arti figurative.

Criterio geologico-geomorfologico

Elevata stratificazione e presenza di fossili. Alta geodiversità intrinseca ed estrinseca: paesaggio dolomitico, con modellamenti dovuti al clima e ai movimenti tettonici e strutturali. Elevati fenomeni di carsismo e frane.

Visita le Dolomiti

Dolomiti Settentrionali

Le più ardite e misteriose

Le Tre Cime di Lavaredo – fotografate dal Rifugio Locatelli | Autore: Mario Vidor Le Dolomiti Settentrionali sono il quinto dei novi gruppi dolomitici ad essere riconosciuti Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Tale zona è la più vasta delle aree ed è compresa tra le province di Bolzano e Belluno. Questo settore è l’unico a soddisfare in maniera eccezionale e completa i criteri naturali di bellezza ed importanza estetica, di geologia e geomorfologia.

Il Monte Paterno – fotografato dal Rifugio Locatelli | Autore: Mario Vidor Questo sistema è racchiuso tra la Val Pusteria, la Val di Sesto, la Val Badia e la Valle di San Cassiano in Alto Adige, la Valle del Piave, quella del Boite e dell’Ansiei, in provincia di Belluno. Qui si incontrano alcuni dei gruppi più famosi delle Dolomiti: le Dolomiti di Sesto con il Paterno, il gruppo dei Tre Scarperi, quello dei Rondoi-Baranci e le Tre Cime di Lavaredo ; i gruppi dei Cadini, di Braies, Fanes e Sennes, dei Sett Sass, dove il picco omonimo viene chiamato anche Scogliera di Richthofen; le Tofane ; l’Antelao , chiamato anche il Re delle Dolomiti; il Sorapiss; la Croda Rossa e il Monte Cristallo, che regalano scenari e panorami fra i più affascinanti.

Le Dolomiti Settentrionali Patrimonio Unesco si presentano come una successione di vette spettacolari molto elevate, intervallate da altopiani lunari, come quello di Braies, Sennes e Fanes, valli e piccoli gioielli di colore azzurro-verde: i laghi. Non è un caso che per la loro incomparabile bellezza, tali luoghi abbiano alimentato antiche leggende.

Morfologia e geologia

Da un punto di vista morfologico, le Dolomiti Settentrionali sono un gruppo particolarmente interessante, in quanto su di essi è ben visibile un’ampia varietà di fenomeni naturali, che hanno plasmato e che continuano a modellare queste montagne, come le erosioni glaciali, i movimenti tettonici, i fenomeni carsici e le frane, anche recenti. In particolare, nel gruppo 5 Patrimonio Unesco è ben rappresentata la struttura del paesaggio dolomitico: gli altopiani e i colossi montuosi.

Da un punto di vista geologico, le Dolomiti Settentrionali danno una completa lettura della storia dolomitica, grazie all’elevata stratificazione delle rocce: dai deserti dell’antichissimo periodo Permiano, alle scogliere tropicali del Triassico, dalle lagune alle spiagge del Giurassico, fino al più recente Oligo-Miocene. È proprio qui, che ben si comprendono tutti quei processi che hanno portato le Dolomiti a diventare le più belle montagne del mondo. Tale sistema è inoltre uno dei depositi di fossili più ricchi al mondo: sono custoditi enormi giacimenti di piante dell’Anisico, di coralli, di antichissime ambre del Mesozoico, di megalodonti (grossi molluschi bivalve) e di ammoniti aberranti (molluschi).

Lo sapevate che...

Dall’Antelao, nelle splendide giornate di cielo terso, si possono scorgere all’orizzonte la Laguna Veneta e il Mar Adriatico.

Facebook
Twitter
Google+
X Questo sito utilizza Cookies propri e di terzi per offrirti la migliore esperienza di navigazione, secondo le tue preferenze. Se continui la navigazione o chiudi questo banner, accetti implicitamente il loro utilizzo. Per maggiori informazioni Privacy e Cookie Policy