26 Giugno 2009:
l'UNESCO dichiara le DOLOMITI patrimonio dell'Umanità

Dolomiti patrimonio Umanità

Scelto il marchio Dolomiti Unesco

Il 5 novembre 2010 è stato scelto il logo che andrà a rappresentare le Dolomiti Patrimonio dell'UNESCO e la Fondazione che ha il compito di sviluppare e preservare questo arcipelago di montagne.

Un logo, realizzato da Arnaldo Tranti Design della provincia di Aosta, scelto tra oltre 400 proposte arrivate: un marchio che, secondo la Commissione, ben rappresenta la geomorfologia delle Dolomiti e il tessuto geologico delle Dolomiti.

Logo Patrimonio dell'Unesco

Un disegno caratterizzato da segni verticali netti, che simboleggiano le pareti verticali, spezzati da dei tratti più imprecisi ed orizzontali che riproducono la varietà delle forme tipica delle Dolomiti. Ai piedi, un tratto curvo e più dolce per descrivere le valli. Quattro le cime rappresentate a testimonianza delle quattro culture presenti sul territorio: italiana, tedesca, ladina e friulana. Il tutto sviluppato all'interno di un rettangolo definito, che simboleggia il territorio che tutela queste montagne non banali. Due i colori utilizzati, il bianco e il rosso.

Per chi volesse approfondire l'argomento, è possibile avere maggiori informazioni ed esporre le proprie idee partecipando al forum aperto nella pagina di Facebook di dolomiti.it, dove si possono anche inserire, vedere e commentare gli altri progetti che hanno partecipato al concorso.

Giornata storica per le Dolomiti riconosciute dall’Unesco patrimonio universale dell’Umanità; grande opportunità per il turismo!

Il 26 Giugno 2009 è sicuramente un giorno importante per le DOLOMITI, la MONTAGNA e l’AMBIENTE!

All’unanimità da parte dei 21 stati membri è stata presa dalla Commissione UNESCO la decisione di inserire le DOLOMITI nella lista del Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO. Unanime consenso da parte della delegazione italiana e di tutte le istituzioni coinvolte, di tutto il settore turistico e della montagna e plauso al World Heritage Committee riunito a Siviglia per l’occasione.
Presente il Ministro Stefania Prestigiacomo, ma anche le rappresentanze locali che con forza hanno sostenuto questa importante candidatura che vede le DOLOMITI fregiarsi di questo riconoscimento che solo le isole Eolie avevano in Italia. Anche le prime dichiarazione da parte di tutti gli esponenti politici dell’area, che ricordiamo riguarda nove gruppi dolomitici per un' estensione complessiva di 142 mila ettari, cui si aggiungono altri 85 mila ettari di 'aree cuscinetto', per un totale di 231 mila ettari, suddivisi tra le province di Trento, Bolzano, Belluno, Pordenone ed Udine, sono unanimi nel ribadire che il riconoscimento dell’UNESCO è un biglietto da visita unico per la nostra montagna.

Ma è da oggi che la sfida comincia cercando di mettere in campo azioni per la valorizzazione della natura e della salvaguardia delle DOLOMITI attivando ogni forma e opportunità di turismo e di sviluppo responsabile.
Essere titolari del marchio “UNESCO” per le Dolomiti permetterà anche di valorizzare ulteriormente le eccellenze della zona che sono l'ospitalità , l'enogastronomia ed i sevizi per il turista.

Ma vediamo ora nel dettaglio l’area delle DOLOMITI riconosciuta dall’UNESCO:
fanno parte il gruppo formato da Pelmo e Croda da Lago, situati in Veneto, tra Cadore, Zoldano e Ampezzano; del massiccio della Marmolada, posto fra Trentino e Veneto e comprendente la cima più alta delle Dolomiti (3.343 metri) e il ghiacciaio più significativo; il gruppo formato dalle Pale di San Martino, Pale di San Lucano e Dolomiti Bellunesi, per lo più in territorio Veneto ma anche trentino; il gruppo formato dalle Dolomiti Friulane e d'Oltre Piave, le più orientali, suddivise fra le province friulane di Pordenone e Udine; le Dolomiti Settentrionali, situate fra Alto Adige e Veneto e comprendenti i frastagliati Cadini, le candide Dolomiti di Sesto, le austere Dolomiti d'Ampezzo, le lunari Dolomiti di Fanes, Senes e Braies; il gruppo Puez-Odle, tutto in territorio altoatesino, oggi splendido parco naturale; il gruppo formato dallo Sciliar, dal Catinaccio e dal Latemar, a cavallo fra Alto Adige e Trentino; le Dolomiti di Brenta, le più occidentali, dove vive ancora l'orso bruno, tutte in territorio trentino; il Rio delle Foglie, canyon, unico al mondo.

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